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| Categoria | DVD |
| Link Utili | [Sottotitoli] |
| Descrizione | Welcome.2009.iTALiAN.MD.DVDRip.XviD-SiLENT.avi
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Cast
Un film di Philippe Lioret. Con Vincent Lindon, Firat Ayverdi, Audrey Dana, Derya Ayverdi, Thierry Godard. continua» Drammatico, durata 110 min. - Francia 2009. - Teodora Film uscita venerdì 11 dicembre 2009.
Recensione
Bilal, giovane curdo, ha lasciato il suo paese alla volta di Calais, dove sogna e spera di imbarcarsi per l'Inghilterra. Dall'altra parte della Manica lo attende un'adolescente che il padre ha promesso in sposa a un ricco cugino. Fallito il tentativo di salire clandestinamente su un traghetto, Bilal è deciso ad attraversare la Manica a nuoto. Recatosi presso una piscina comunale incontra Simon, un istruttore di nuoto di mezza età prossimo alla separazione dalla moglie, amata ancora enormemente e in segreto. Colpito dall'ostinazione e dal sentimento del ragazzo, Simon lo allenerà e lo incoraggerà a non cedere mai ai marosi della vita. A sua volta Bilal aprirà nel cuore infranto di Simon una breccia in cui accoglierlo. Ma il mondo fuori è avverso e inospitale e l'uomo dovrà sfidare le delazioni dei vicini di casa e la legge sull'immigrazione che condanna i cittadini troppo umani e “intraprendenti” col prossimo.
Premiato dal pubblico a Berlino e campione di incassi in Francia, Welcome è un racconto morale che si interroga sul concetto di alterità e in cui è facile riconoscere i canoni dell'attualità. Polemizzando con la legge sull'immigrazione voluta da Sarkozy, che infligge sanzioni severe ai residenti colpevoli di cuore con la straniero, Philippe Lioret mette al centro del suo film l'Altro, un corpo estraneo da sfruttare o da espellere, senza una vera possibilità di integrazione. Come aveva già fatto con Tombés du ciel, film d'esordio del 1994, il regista francese riconferma la sua attenzione per la mercificazione delle vite nel complessivo processo di disumanizzazione dell'Europa contemporanea. Welcome, storia d'amore e di amicizia tra un uomo e un ragazzo, affronta con lirismo la realtà nelle sue manifestazioni più crude, disumane e inaccettabili. La sopraffazione del più debole è analoga a tutte le latitudini, compresa la democratica e “rivoluzionaria” Francia che “ospita” una teoria di convivenze rese difficili dai codici sociali e da paure ingiustificate. La coscienza collettiva è assente o rallentata da egoismi, bassezze e diffidenze, che sono l'humus in cui cresce e prospera l'intolleranza di una comunità verso una minoranza. Il coraggio del singolo, incarnato e interpretato da un intenso e dolente Vincent Lindon, sembra allora essere l'unica speranza contro la violenza delle istituzioni, raccontata non come attrito deflagrante ma come forza di inerzia, attraverso un logorio costante tra i personaggi.
Nella livida immobilità di fondo entrano in contatto e dialogano un uomo e un ragazzo, suggerendo un movimento paterno dell'uno verso l'altro e diminuendo “a bracciate” le distanze tra le parti. Il punto di incontro tra Simon e Bilal è rappresentato dall'acqua, elemento primitivo che innesca autentiche dinamiche relazionali e allo stesso tempo attende e accoglie la risoluzione del dramma. Il giovane curdo, in cerca di una patria e di un amore, è per il francese l'annuncio di una possibilità, la possibilità di ogni essere umano di ritrovare se stesso e l'altro.
Critica
Noi non sappiamo dire welcome
di Dario Zonta L'Unità
Qual è l'accoglienza riservata agli immigrati in Europa? Qual è il senso e il valore della parola «welcome» in un paese come la Francia? E in Italia, in Ighilterra? Il regista francese Philippe Lioret se lo è chiesto per davvero e ne ha fatto un film con l'omonimo titolo, provocatoriamente lasciato in inglese. Philippe Lioret ha fatto un viaggio nella cosiddetta «giungla» di Calais, sulla costa nord della Francia, laddove si ammassano centinaia di immigrati in cerca di una via di fuga per l'Inghilterra, considerata a torto o a ragione, un Eldorado. È il «Messico francese», come lo ha definito il regista. Un non luogo, terra di confine e di sospensione. Dal porto Calais partono, una volta imbarcati, tutti i tir per la Gran Bretagna, e dentro di questi, ospiti indesiderati si schiacciano tra pile e pacchi, calandosi un sacco di plastica in testa quando è il momento del controllo. Il film inizia con una scena di questo tipo, seguendo quattro iracheni che si calano dentro un tir, rischiando l'asfissia al momento del controllo. È una «pratica », questa che Lioret ha appreso durante l'indagine svolta per le ricerche del film. La polizia inserisce delle sonde dentro il vano del camion che rivelano il respiro umano… Un inizio tragico, che ci immette subito dalla parte della cronaca e della verità. Non sono espedienti da sceneggiatori, la realtà non si inventa, perché quando è di questo tipo supera di gran lunga l'immaginazione e la fantasia. Anche l'escamotage narrativo che ha dato il via al film, si rifà a elementi di realtà, benché incredibili. Sempre a Calais, durante le ricerche, viene a sapere che alcuni immigrati hanno tentato di attraversare la Manica a nuoto. Dopo un tentativo andato a male, anche a Bilal, un sedicenne curdo-iracheno, viene questa idea, e si mette in contatto con un istruttore di nuoto (Vincent Lindon) per prepararsi atleticamente all'impresa. Lindon, un autoctono in crisi esistenziale, capisce gradualmente l'intenzione del giovane e rimane, anche emotivamente, invischiato nella vicenda.
DIECI MILIONI DI INCASSO
Dalla storia alla cronaca, il passo è breve. Con la legge 622/1 Sarkozy ha introdotto il reato di immigrazione illegale che punisce tra l'altro con cinque anni di reclusione i cittadini francesi che aiutano i clandestini. In ottemperanza a questo articolo, in Francia si è arrivati a mettere sotto inchiesta l'organizzazione umanitaria Emmause a interrogare per 9 ore una casalinga di 59 anni, colpevole di aver ricaricato il cellulare di 9 clandestini. Welcome mette il dito nella piaga raccontando, con picchi emozionali, questo inferno. La Francia ha risposto con oltre 10 milioni di incasso, e il governo ha dovuto render conto del suo operato e delle sue scelte. Una sorta di sollevazione popolare passata attraverso il cinema… sembra un sogno che solo in Francia si può avverare, laddove c'è un'opinione pubblica viva, vegeta e incazzata.
Da L'Unità, 11 dicembre 2009 |
| Info: | Per scaricare devi usare un client come uTorrent, o Azureus |
| AnnounceURL | http://tracker.openbittorrent.com/announce |
| Hash | 280bb57920ff67f8b7845dfca100e241a28def18 |
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| Peers |
seeds: 90 , leech: 113
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| Size | 698.54 MB |
| Completato | 10x |
| Aggiunto | 04.01.10 - 08:01:25 |
| Uploader | live1963 |
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