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- (JazzPlanet) John Scofield - A Go Go (Eac Flac Cue)(UF)(TNT) -


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Categoria bittorrent Musica
Descrizione
John Scofield - A Go Go








Artist: John Scofield
Title:  A Go Go
Label: Verve
Orig Year: 1997
Discs 1
Release Date: Apr 07, 1998
Genre Jazz
Styles Contemporary/Jazz Jazz/Fusion Guitar/Jazz
Source: Original CD


Extractor: EAC 0.99 prebeta 4
Used drive: HL-DT-STDVDRAM GSA-E10L
Read offset correction: 667
Read mode               : Secure
Utilize accurate stream : Yes
Defeat audio cache      : Yes
Make use of C2 pointers : No
Codec: Flac 1.2.1;  Level 8  
Single File.flac, Eac.log,
File.cue Multiple wav file with Gaps (Noncompliant)
Accurately ripped (confidence 42)
Size Torrent: 319 Mb
Scans Included


Tracklisting:
1 A Go Go
2 Chank
3 Boozer
4 Southern Pacific
5 Jeep On 35
6 Kubrick
7 Green Tea
8 Hottentot
9 Chicken Dog
10 Deadzy



Personnel:
John Scofield (electric & acoustic guitars, whistle);
John Medeski (organ, Wurlitzer, clavinet, piano);
Chris Wood (acoustic & electric basses);
Billy Martin (drums, tambourine).



Listen to Samples

http://www.amazon.com/gp/recsradio/radio/B0000069NM/ref=pd_krex_dp_a

http://www.youtube.com/watch?v=71oTuy63EU0&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=qTMyaYInUk8&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=VxQt3ybsIbM&feature=related


bio

John Scofield (Dayton, Ohio, 26 dicembre 1951) è un chitarrista jazz statunitense.

Iniziò a suonare jazz nel 1969 provenendo da esperienze R&B e Soul. Il Jazz Rock era al suo stadio iniziale e fu abbastanza fortunato da assistere e partecipare all'età d'oro di Rock e Soul, e cominciare a vedere le influenze che il Jazz aveva in questi stili. Suonò puro Jazz con Gary Burton e Gerry Mulligan, ma il suo primo e vero debutto lo fece nella band di George Duke e Billy Cobham che vedeva nella stessa formazione anche il formidabile Alphonso Johnson.
Dopo lo scioglimento del trio, rimase a New York a lavorare su pezzi di Jazz acustico col suo gruppo e musicisti come Dave Liebman. In quegli anni iniziò una relazione musicale con il bassista Steve Swallow che influenzò Scofield sia a livello musicale che a livello compositivo: questa collaborazione continua a tutt'oggi.
Nel 1982 si unì alla 'Miles Davis Band' rispondendo alla voglia di Funk-Jazz di quel momento. Il periodo passato con Miles Davis convinse Scofield che quella era una musica a metà tra l'improvvisazione e il Funky.
Dopo aver suonato con Davis per oltre tre anni, si prese un periodo per se stesso, produsse dei brani e legò molto con Dennis Chambers creando poi un gruppo che riprendeva la ritmica Funk. Dennis e il bassista, Gary Grainger, avevano piena padronanza degli stili alla James Brown, alla Earth Wind and Fire, al 70s Funk.
Quando firmò il contratto con la 'Blue Note Records' nel 1989, decise di esplorare stili più 'swingati' e si unì al suo amico, nonché ex compagno alla Berklee School, il sassofonista Joe Lovano. Crearono un gruppo e fecero tre album sempre sotto la Blue Note che, a detta di Scofield, risultano forse le sue migliori sperimentazioni jazz. Parte del merito deve essere anche dato al loro batterista del tempo, Bill Stewart.
Successivamente sentì il richiamo del soul jazz, influenzato dalla musica degli anni sessanta di Eddie Harris e Les McCann. Non a caso nell'album Hand Jive troviamo anche Eddie Harris. Nello stesso tempo Larry Goldings si univa a Scofield all'organo Hammond; il nuovo gruppo unì il suo jazz ai ritmi di New Orleans, dando vita ad un groove distintivo.
In questo periodo lavorò anche con Pat Metheny, che Scofield stesso definisce come uno dei suoi chitarristi preferiti, come anche Bill Frisell, Jim Hall, Mike Stern, John Abercombie, Kurt Rosenwinkle e Peter Bernstein. Lavorò pure con i classici Albert King, Carlos Santana e Tom Morello.
Quando sentì il brano Shack Man di Medesky, Martin e Wood rimase folgorato e decise che doveva suonare con quel trio perché con il loro 'swampy groove' (letteralmente groove paludoso), rallentato e sincopato, si fondeva alla perfezione con il suo stile musicale. Con loro Scofield incise AGoGO, che resta uno dei suoi dischi preferiti.
Si segnala, tra le sue ultime produzioni, un album tributo a Ray Charles.


reviews

Poter raccontare ai figli di aver suonato con Miles Davis. Aver contribuito alla resurrezione artistica e al rilancio commerciale della Blue Note. Esibire un catalogo che annovera gioielli come Still Warm, Time On My Hands, Meant To Be, Grace Under Pressure, What We Do, I Can See Your House From Here, EnRoute. Appartenere al corpo d’èlite che salvò il mondo dagli anni Ottanta (Pat Metheny, John Abercrombie, Ralph Towner, Steve Khan, Joe Lovano, Bennie Wallace, Jerry Bergonzi). Per John Scofield  non era ancora abbastanza. E dunque, appena trasferito alla Verve, dopo l’interessante Quiet, il chitarrista registra un altro disco memorabile. La scelta dell’organico si rivela ispirata e decisiva, eppure … chi cavolo sono Medeski, Martin & Wood? Scofield aveva sentito parlare di un dinamico trio che, proponendo un pot-pourri strumentale di jazz, funk e rhythm ‘n’ blues, stava spopolando nei campus universitari: l’idea di una collaborazione si concretizza sotto l’accorta regia di Lee Townsend. Sintonizzati telepaticamente grazie alle comuni radici stilistiche, il veterano fusion e i tre giovani improvvisatori creano una musica che fa scintille dappertutto: impianto a valvole, cuffia hi-fi, autoradio esoterica, party fichetto. I fraseggi di Scofield e Medeski affiorano dal denso amalgama tra sezione ritmica [Martin (batteria); Wood (basso elettrico, contrabbasso)] e splendidi suoni vintage (semi-acustica Ibanez, piano Wurlitzer, organo Hammond), per poi inabissarsi ancora nel vortice gorgogliante del “groove”. Tra titoli inequivocabili come A Go Go, Chank, Boozer,  Southern Pacific, Hottentot, Chicken Dog, Jeep On 35 c’è solo l’imbarazzo della scelta. Straordinaria la dedica a Stanley Kubrick (Kubrick): due minuti di pura atmosfera che ai cinefili ricorderanno, secondo le rispettive sensibilità, la brama perversa di Humbert Humbert (Lolita), la rieducazione coatta di Alex DeLarge (A Clockwork Orange), la lenta agonia di HAL 9000 (2001: A Space Odyssey), il cruento delirio di Gomer Pyle/Palla di Lardo (Full Metal Jacket). Raccomandabile anche il secondo capitolo (Out Louder), pubblicato dallo stesso quartetto nel 2006. -
Info: Per scaricare devi usare un client come uTorrent, o Azureus
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Size 319.68 MB
Completato 242x
Aggiunto 30.10.10 - 07:10:26
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