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- (JazzPlanet) Bill Evans Trio - Waltz for Debbie XRCD(Eac Flac Cue)(UF)(TNT) -


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Categoria bittorrent Musica
Descrizione

Bill Evans Trio - Waltz For Debby

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Artist/Band: Bill Evans Trio
Name: Waltz for Debby [XRCD]
Cat No.: JVCXR-0220-2
Label: JVC xrcd riverside
Original recording: Live 1961
The 2002 edition of this CD (JVC catalog #XRC 220)
is a sonically improved version which replaces
JVC catalog #XRCD 60141.
Source: Original CD
Genre:Jazz
Style: Modal Music, Post-Bop



Extractor: EAC 0.99 prebeta 4
Used drive: HL-DT-STDVDRAM GSA-E10L
Read offset correction: 667
Read mode               : Secure
Utilize accurate stream : Yes
Defeat audio cache      : Yes
Make use of C2 pointers : No
Codec: Flac 1.2.1;  Level 8  
Single File.flac, Eac.log,
File.cue Multiple wav file with Gaps (Noncompliant)
Accurately ripped (confidence
Size Torrent: 384 Mb
Cover Included


Tracklist

01 My Foolish Heart
02 Waltz for Debby(take 2)
03 Detour Ahead(take 2)
04 My Romance(take 1)
05 Some Other Time
06 Milestones
07 Waltz for Debby (take 1) [Bonus Track]
08 Detour Ahead (take 1) [Bonus Track]
09 My Romance (take 2) [Bonus Track]
10 Porgy (I Loves You, Porgy) [Bonus Track]



Personnel

Bill Evans,piano
Scott LaFaro, acoustic bass
Paul Motian,drum


Audio/Video previews

http://www.eastwindimport.com/product-details.asp?CategoryName=Search+Results&SearchGeneral=Scott+LaFaro&PG=1&ProductID=77

http://www.youtube.com/watch?v=LD_IxNosGDs&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=jDZtgddFwjM&feature=related



reviews


E’ nel 1959 che ha inizio uno dei sodalizi artistici più intensi ed importanti della storia del jazz: quello tra il pianista Bill Evans, il batterista Paul Motian ed il contrabbassista Scott LaFaro. Assieme incideranno cinque dischi in due anni, conquistando gradualmente pubblico e critica sino a diventare, a detta di molti, il più importante trio jazz del XX secolo. Ma su cosa si basa questa eccellenza? Anzitutto sullo stile di Evans: un pianismo sobrio ed elegante, ma in grado di regalare solo di grande intensità. Improvvisazioni dove ogni singola nota pesa come un macigno, per senso melodico, armonico insomma per giustezza. In Evans vi è inoltre la capacità di eclissarsi ed accompagnare, talvolta con solo una manciata di accordi, le incursioni solistiche del più sanguigno LaFaro; dote che spesso è merce rara per i solisti. Il secondo vertice è appunto il ventitreenne contrabbassista Scott LaFaro, conosciuto da Evans qualche anno prima durante un’audizione per Chet Baker. Lo stile di LaFaro, pur essendo alimentato da una certa volontà di protagonismo, è ampiamente bilanciato dal grande talento e dall’intelligenza con cui interagisce con Evans. Se a questo aggiungiamo il drumming cerebrale e ricercato di Paul Motian, il quadro è completo. Nei due anni successivi a quel 1959 il trio acquista sempre più coesione e si avvicina gradualmente a quell’idea di trio a three-person voice — one voice, per usare le parole dello stesso Motian.

Il miracolo musicale si compie domenica 25 giugno 1961: il trio in forma smagliante registrò cinque sessioni, due nel pomeriggio e tre la sera, durante l’ultimo giorno d’ingaggio al leggendario ‘Village Vanguard’ di New York. Il materiale registrato durante queste sessioni diede vita a due album gemelli, l’uno indispensabile complemento dell’altro: ‘Waltz for Debby’ e ‘Sunday at the Village Vanguard’.
Tra il chiacchiericcio ed il rumore di bicchieri, tipico delle registrazioni al Vanguard, ‘Waltz for Debby’ ha inizio con una versione molto delicata di ‘My foolish heart’, Evans introduce il tema e sviluppa il brano mentre LaFaro lo incornicia con poche note di contrappunto e Motian, alle prese con le spazzole, accompagna con grande sapienza. ‘Waltz for Debbie’, più movimentata, privilegia la vena più swing di Evans e la tecnica di LaFaro mentre ‘Detour’ è una tenue ballad. ‘Some other time’ si apre con lo stesso tema di ‘Flamenco Sketches’ di Davis suonato da LaFaro per poi lasciar spazio ad un splendido solo di Evans dove sembrano riecheggiare delle citazioni proprio del pezzo presente in ‘Kind of Blue’. La burrascosa ‘Milestone’, ritmicamente ardita, diventa materia da forgiare per Motian e Lafaro, il quale regala un solo memorabile, tutto pause ed accelerazioni fino a smorzare il pezzo. La versione di ‘Porgy’ che chiude il disco è un altro esempio dello stile di Evans, una ballad dolce ma mai stucchevole.

Purtroppo quindici giorni dopo queste storiche registrazioni LaFaro perderà la vita in seguito ad un incidente stradale. Questo tragico avvenimento segnerà la vita e l’arte di Evans: con la dipartita di LaFaro se ne era andato, oltre che un amico, l’elemento ‘anarchico’ della musica del trio. In seguito Evans ripropose il trio con altri, ottimi, comprimari ma ormai la magia era svanita assieme al giovane Scott.

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A quasi mezzo secolo di distanza, la bellezza assoluta di quest' opera rifulge in tutto il suo splendore: bastano le prime note dello standard "My Foolish Heart" (una versione eterea ed impalpabile, che scorre realmente all'udito come le nuvole scorrono in un cielo terso e limpido durante una bella giornata di sole) per entrare in un mondo sonoro magico ed incantato. Ci conducono al suo interno tre musicisti che non registreranno mai più insieme (per tragiche circostanze indipendenti dalla loro volontà), ma lasceranno una traccia indelebile nella storia del jazz per aver codificato con nettezza e precisione la formula strumentale pianoforte-contrabbasso- batteria, portata in questa incisione dal vivo al Village Vanguard di New York a livelli di perfezione quasi assoluta. Bill Evans, Scott La Faro e Paul Motian non stupiscono con effetti speciali, ma catturano l'ascoltatore per l'intesa quasi telepatica che si stabilisce tra loro in maniera assolutamente naturale: basti pensare alla title-track, la cui splendida melodia viene digitata all'unisono dai suddetti Evans e La Faro nelle sue battute iniziali, per poi swvilupparsi e distendersi in uno swing robusto e frizzante al contempo, di una classe sopraffina ed irraggiungibile.

Stesso discorso per la meravigliosa "Detour Ahead", composizione cantata da Billie Holliday e suonata nella circostanza in maniera superlativa dai nostri: che delicatezza e raffinatezza in questa ballad! Ma la prevalenza del materiale melodico (si badi bene che qui c'è intimismo, ma non la struggente malinconia dell'album "You must believe in spring", produzione dell'ultima fase evansiana) mette in risalto, all'inverso, la tensione e la drammaticità dell'incalzante versione di "Milestones", classico davisiano che lo stesso trombettista ha molto apprezzato in questa veste, come ci informano le esaurienti note di copertina. Insomma, un disco da sei stelle, da portare su un' isola deserta e da riascoltare fino alla noia per riuscire a catturarne tutti i particolari: chiedendosi magari come sarebbe continuata la storia se, a quindici giorni di distanza da questa registrazione, Scott La Faro non avesse perso la vita in un incidente automobilistico, cristallizzando dunque quasi il suo breve passaggio terreno nelle note dell'assolo che esibisce su questo Cd all' interno della bellissima "My Romance". Anzi, sapete che vi dico? Quasi quasi vado a risentirlo. . .
Info: Per scaricare devi usare un client come uTorrent, o Azureus
AnnounceURL
http://tracker.tntvillage.scambioetico.org:2710/announce
Hash b2f2b557c2ad12aa8d2351ca7d0271d44c9c26e1
Peers seeds: 13 , leech: 16
Size 384.32 MB
Completato 16x
Aggiunto 01.01.11 - 10:01:12
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