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- Pietro Metastasio - Demetrio (1731) [Pdf Ita] [TNTvillage] -


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Pietro Metastasio - Demetrio (1731) [Pdf Ita] [TNTvillage]

PIETRO METASTASIO


DEMETRIO













Pietro Metastasio, pseudonimo di Pietro Antonio Domenico Bonaventura Trapassi (Roma, 3 gennaio 1698 – Vienna, 12 aprile 1782), è stato un poeta, librettista, drammaturgo e sacerdote italiano. È considerato il riformatore del melodramma italiano.

Pietro Trapassi (grecizzato in Metastasio) nacque a Roma nel 1698 da una modesta famiglia borghese.

Il suo precoce talento poetico fu notato dal Gravina che lo istruì nelle materie classiche, istruzione in seguito arricchita dagli studi filosofici intrapresi sotto la guida del cartesiano Gregorio Caloprese.

Nel 1715, dietro consiglio del Gravina (che morirà nel 1718 nominandolo erede), cominciò a studiare legge e prese gli ordini minori, abbandonando la poesia.

Nel 1718 fu a Napoli per praticare la professione di avvocato; qui riprese a scrivere versi e melodrammi e qui conobbe la cantante Marianna Bulgarelli, detta la Romanina, la quale, negli anni seguenti, si dedicò completamente a lui.

Nel 1730 fu chiamato a Vienna come successore di Apostolo Zeno e ben presto alla Romanina si sostituì, quale sua protettrice, l'imperatrice Maria Teresa d'Austria, la cui morte, avvenuta nel 1780, gettò nel completo sconforto l'anziano poeta. I suoi ultimi anni furono molto malinconici: nonostante gli entusiasti tributi di cui era continuo oggetto (anche da parte della corte) e nonostante l'amicizia degli artisti da cui era circondato, Metastasio si lamentava di avere ormai perso la sua vena poetica.

Si spense a Vienna nel 1782.

Dotato di un temperamento pacato che lo portò a preferire l'ideale di una vita decorosamente vissuta a quello delle gesta eroiche, Metastasio fu il miglior poeta dell'Arcadia e, insieme a Zeno, uno dei maggiori riformatori del melodramma.





Demetrio Sotere, re di Siria, scacciato dal proprio regno dall’usurpatore Alessandro Bala, morì esule fra i Cretensi, che soli gli rimasero amici nell’avversa fortuna, Prima però della sua fuga consegnò bambino il picciolo Demetrio, suo figlio, a Fenicio, il più fedele fra’ suoi vassalli, perché lo conservasse all’opportunità della vendetta. Crebbe ignoto a se stesso il principe reale, sotto il finto nome d’Alceste, un tempo fra le selve, dove la prudenza di Fenicio il nascose alle ricerche del suddetto Alessandro; e poi in Seleucia appresso all’istesso Fenicio, che fece destramente comparire generosità di genio il debito della sua fede. Divenne in breve il creduto Alceste l’ammirazione del regno; talché fu sollevato a gradi considerabili nella milizia del suo nemico Alessandro, ed ardentemente amato da Cleonice, figlia del medesimo, principessa degna di padre più generoso. Quando parve tempo all’attentissimo Fenicio, cominciò a tentar l’animo de’ vassalli, facendo destramente spargere nel popolo che il giovane Demetrio viveva sconosciuto. A questa fama, che dilatossi in un momento, i Cretensi si dichiararono difensori del legittimo principe; ed Alessandro, per estinguer l’incendio prima che fosse maggiore, tentò debellarli, ma fu da loro vinto ed ucciso. In questa pugna ritrovossi Alceste per necessità del suo grado militare, né per qualche tempo si ebbe in Seleucia più notizia di lui; onde la morte d’Alessandro, tanto desiderata da Fenicio, avvenne in tempo non opportuno a’ suoi disegni, sì perché Alceste non era in Seleucia, come perché conobbe in tale occasione che l’ambizione de’ grandi (de’ quali ciascuno aspirava alla corona) avrebbe fatto passar per impostore il legittimo erede. Perciò, sospirandone il ritorno e sollecitando occultamente il soccorso de’ Cretensi, sospese la publicazione del suo segreto. Intanto si convenne fra i pretensori che la principessa Cleonice, già riconosciuta per regina, eleggesse fra loro uno sposo. Questa differì lungamente la scelta sotto vari pretesti, per attender la venuta d’Alceste, il quale opportunamente ritorna, quando l’afflitta regina era sul punto di eleggere. Quindi per vari accidenti scopertosi in Alceste il vero Demetrio, ricupera la corona paterna.






Autore: Pietro Metastasio
Titolo: Demetrio
Curatore: B. Brunelli
Anno: 1731
Lingua: Italiano
Genere: opera
Numero di pagine: 50
Dimensione del file: 229 KB (229.032 byte)
Formato del file: Pdf

NOTE:
ALLA EDIZIONE ELETTRONICA HANNO CONTRIBUITO:
Claudio Paganelli
REVISIONE:
Vittorio Bertolini
PUBBLICATO DA:
Claudio Paganelli - Stefania Ronci
DIRITTI D'AUTORE: no
LICENZA: questo testo è distribuito con la licenza
specificata al seguente indirizzo Internet:
http://www.liberliber.it/biblioteca/licenze/
TRATTO DA:
"Tutte le opere"
di Pietro Metastasio
a cura di B. Brunelli,
volume I
Mondadori Milano, 1954


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